Europa Futura web space
|
Il perché di un soggetto politico nuovo La analisi attenta e disincantata della attuale situazione politica dell’Europa e dell’Italia, offre tutta una serie di spunti e di considerazioni che concorrono alla convinzione che debba necessariamente aggregarsi un soggetto politico nuovo capace di interpretare i sogni ed i bisogni del Mondo Nuovo. Riannodando i fili che hanno legato il popolo alle istituzioni, la gente alla res publica le Persone allo Stato. Scollamento istituzionale e disagi esistenziali I popoli europei, e non solo essi, sono attraversati da un sentimento di profondo distacco dalla politica e da chi la esercita. Basti come esempio pensare alle sempre più estese frange di astensionismo in periodo elettorale, espressione concreta di un malessere diffuso che porta l’individuo a sentirsi comunque escluso dalle scelte che in ogni caso condizioneranno la sua esistenza. D’altronde, il sistema delle deleghe in bianco, così come strutturato dall’attuale sistema politico, porta in sé il seme del disimpegno sociale, favorisce nel popolo la convinzione che, a fronte di una data istanza, qualcuno provvederà e questo qualcuno si manifesta assillantemente solo durante le campagne elettorali. Non esiste più neanche il concetto di campagna politica, espressione di un impegno continuato e duraturo. Resta solo la visibilità pubblicitaria, in un limitato arco di tempo, tesa esclusivamente a raccogliere voti, non consensi L’effetto é devastante: é l’irrobustimento di un qualunquismo di bassissimo livello e la ricerca, da parte di ciascun soggetto, di una nicchia di vita in cui sistemarsi il più comodamente possibile, sull’onda di un esasperato individualismo specchio fedele dell’egoismo La dinamica sociale attraverso cui si arriva alla chiusura in se stessi, prevede un meccanismo a due volti: da una parte si fa un gran parlare di Solidarietà, di Accoglienza, di Valori, di Legalità, di Partecipazione; dall’altra si pongono in essere, nella realtà dei fatti, tutta una serie di ostacoli che rendono impossibile il raggiungimento degli obiettivi. Ed infatti, come potrebbe mai una società fortemente secolarizzata come la nostra trovare il tempo (non solo fisico ma, soprattutto mentale) per ragionare sui problemi che la affliggono se, in concreto, il modello proposto è quello della corsa sfrenata che altro non è se non l’esaltazione del homo homini lupus. La società del terzo millennio sta cambiando molto rapidamente e assai confusamente, e si allontana dalla politica non per sua colpa, ma costretta da un’oligarchia di politicanti che non vuole (e non può) capire i cambiamenti e che si é arroccata nelle stanze del potere rifiutandosi di comprendere quanto sia vecchio il suo modo di agire. Politicanti, non Politici. La distinzione è tutt’altro che formale. Dal momento che i cosiddetti "Poteri Forti" hanno deciso di assumere in prima persona il potere è stato dato il via ad una sorta di lavaggio rapido, un car wash che provvedesse a strutturare una classe politica senza credibilità, senza storia, senza coerenza e che fosse, nell’immaginario collettivo, corrotta. Operazione riuscita in pieno: dopo essere riusciti a far passare l’idea che la politica fosse cosa sporca dalla quale le donne e gli uomini puliti avrebbero fatto bene a stare alla larga, hanno riempito i vuoti così creati con chi pulito non è, ingessando e paralizzando la vita politica con l’imposizione di grottesche strutture ottocentesche chiamate partiti. Ovvero: il Popolo può partecipare alla vita della sua comunità, ma può solo tramite i partiti, che sono strutturati tuttavia per rispondere alle logiche della propria segreteria e non alle istanze della Gente. Il cerchio si chiude. Il politicante non deve pensare, non deve produrre idee, deve solo essere vigile affinché l’attuale sistema di potere si rafforzi sempre di più, deve inventarsi finte contrapposizioni fra centro destra e centro sinistra. Divide et impera, insomma, con l’accortezza, ogni tanto, di inventare inesistenti opposti estremismi, convergenze parallele, compromessi storici, sdoganamenti e quant’altro giusto per controllare qualche voce fuori dal coro e per dare l’impressione di esercitare una politica che, invece, è già decisa nelle stanze ovattate delle Banche, delle Multinazionali e delle società trasversali di mutuo soccorso. Per questo sarà ben pagato: il burattinaio non bada a spese purché il burattino faccia bene il suo mestiere di necroforo della Politica. La fine delle ideologie Può accadere, talvolta, che determinate dinamiche sociali portino con se un elevato carico di emozioni, di passioni. Quando ciò succede, il pericolo per i Signori del Potere può diventare estremamente grave. se non reagiscono prontamente la loro stessa sopravvivenza può essere messa in discussione. Senza andare lontano, é quanto accaduto nel 1989 con la caduta del muro di Berlino. Veniva infatti messo in discussione l’assetto geopolitico del mondo deciso dai "grandi della terra" all’indomani della seconda guerra mondiale. La reazione é stata machiavellica, dietro il paravento della dichiarazione che, con la caduta del Muro, erano cadute le ideologie, al posto dei "quattro grandi" del 1947 prendeva corpo l’idea del nuovo assetto per il terzo millennio: il G8. Solo otto nazioni che decidono, malgreè lui, per tutto il Pianeta Altro che la fine delle ideologie, il Comunismo, il Fascismo forse. Non certamente il Capitalismo, che, senza concorrenti, dilaga senza difesa critica in tutte le coscienze. Subdolamente visto che non si palesa mai apertamente come ideologia ma che, inventando il concetto di "globalizzazione" fornisce la copertura ideologica al "libero mercato" che altro non fa se non aumentare il divario, la forbice fra chi vive (8% della popolazione mondiale) e chi a stento sopravvive (il 92% restante). Dividendo i popoli, escludendoli dalle scelte e dalla partecipazione, negando l’infanzia a milioni di bambini facendogli pagare costi e sofferenze inaudite quanto evitabili, spaccando l’intero Pianeta in due nuovi estremismi: i ricchi ed i poveri. Che fatalmente entrano in conflitto fra loro. Ricchi e poveri non solo economicamente, ma anche nell’accesso alle risorse del pianeta, alla cultura, alla informazione, alla speranza, alla possibilità di riscatto sociale, alla salute. La Destra, la Sinistra, il Centro. Sono queste categorie mentali, prima che "politiche" che non hanno più alcuna ragione di essere perché obsolete. Per il semplice motivo che non rispondendo alle istanze della Gente si manifestano strutturalmente oltre che formalmente, incapaci di anticipare i tempi, di comprendere gli scenari futuri e le modificazioni sociali in corso. Incapaci è dir poco. Scientificamente, per esempio, il governo degli USA ha sgonfiato gli accordi di Kyoto mostrando così di infischiarsene di quale sarà il mondo in cui vivranno i nostri (e i loro) figli, perseguendo viceversa una politica miope e meschina, tesa al raggiungimento del "benessere" oggi. E domani? Destra, Sinistra, Centro: facce e metallo insieme di una stessa medaglia, categorie colpevolmente "sorde" e "cieche". Capaci di liquidare un fenomeno mostruoso quale il turismo sessuale come uno spiacevole incidente quasi necessario e conseguente al cosiddetto benessere. Il risultato è un modello di Società dallo schema rozzo e stupido nella sostanza, ma raffinato nella forma: capace cioè di affermare una cosa per perseguirne l’esatto opposto o peggio in grado di pilotare le Coscienze fino a fare accettare l’inaccettabile. Persino le frammentazioni delle società ed il declassamento da Donne, Uomini, Bambini, Anziani in lavoratori, consumatori, posti letto, cloni. Attuando un programma che appare funzionale solo al mantenimento dello statu quo senza alcun interesse per ciò che verrà dopo. E il dopo vedrà centinaia di milioni di persone del Sud e dell’est del Mondo alle prese con la peggiore eredità che ci ha lasciato il secolo scorso: la povertà. Milioni di persona in fuga dalle loro terre alla ricerca addirittura dell’acqua. E un occidente assediato che cercherà disperatamente di difendere il poco che gli sarà rimasto, cercando invano di tappare le falle di un sistema sociale da esso stesso prodotte. E’ evidente che non esiste, nel terzo e nel quarto mondo, una fame di "destra" cosi come non ha alcun senso pensare ad una guerra di "centro" o ad una sanità di "sinistra". Non può esistere una sanità con l’etichetta ideologica: esiste una sanità buona e una no e ciò ha valenza anche per la Giustizia, l’ecologia, la Scienza E si potrebbe continuare per ore. Il punto di arrivo è uno solo: la Società ha bisogno di recuperare il valore dell’ Armonia. La "rivoluzione copernicana" ed il superamento dei vecchi schemi. Essere in Armonia con se stessi, e quindi con gli altri, e con i popoli, e con la Natura prevede ricondurre l’Uomo al centro dell’universo, dare vita ed impulso ad un nuovo Rinascimento che faccia dell’Uomo, di ogni singolo Uomo, il baricentro della società. Un Uomo che, non è un paradosso, assumendo una figura così centrale sia naturalmente non individualista con una società conseguentemente non nazionalista. Tutti inseriti a pieno titolo in un mosaico in cui ogni singola tessera è importante, unica, irripetibile, diversa dalle altre; tutrice di un mondo in cui ciascuna singolarità si fonde e si completa con le altre. Tutti; i singoli, le comunità, i popoli, concorrono alla realizzazione armonica del progetto, ciascuno con le sue responsabilità, conoscenze, competenze, attitudini, ruoli. Non più antagonismo o lotte di classe ma confronto di idee. Non più pregiudizi ma informazione e formazione E’ inevitabile il recupero del valore della bellezza, dell’unità, delle biodiversità, della fantasia, della poesia del vivere in superamento dell’edonismo, delle frammentazioni, della bioomologazione, dell’appiattimento, del grigiore di una vita consumata in fretta e distrattamente. E’ necessario, di conseguenza, avere gli strumenti per porsi le domande, in assenza dei quali restano solo le risposte preconfezionate da poteri che non vogliono alcuna forma di dialogo. E’ evidente che, in questo contesto, non esistono domande di sinistra, o di centro, o di destra, ma domande e risposte che attengono alla sfera spirituale di ogni individuo e conseguentemente alla dimensione etica di un intero popolo. L’Europa Futura vuole essere protagonista nel nuovo mondo, vuole essere presente nel giorno in cui i popoli di Europa si risveglieranno dal torpore della droga, dalla decadenza della pedofilia, dalla assuefazione alla corruzione, dalla abitudine all’illegalità, dal disprezzo per l’Arte, dalla narcosi del consumismo, dall’eutanasia del pensiero. Supereranno la tecnologia con la scienza, l’ideologia con l’Idea, il razzismo con la tolleranza, la devastazione del Pianeta con uno sviluppo realmente compatibile. Tornerà l’Europa Futura ad essere punto di riferimento e modello per tutti i popoli che sinora non ce l’hanno fatta e che, spesso, devono il loro stato di sottosviluppo all’azione di spregiudicata rapina che i Poteri Forti hanno posto in essere nei loro confronti. Sarà l’equipaggio di una nave lasciata alla deriva che avrà avuto il coraggio di ribellarsi al Tiranno che la guidava col telecomando, che avrà avuto la forza di rifiutare le pur dolci droghe che appannavano i suoi occhi. Un equipaggio capace di segnare la rotta e di seguirla. Composto da Donne e Uomini, non da numeri, capaci di immaginare il nuovo mondo e di sognare la dolcezza dell’arrivo. Capaci di soffrire pur di arrivare alla meta. Felici dei loro sacrifici. Finalmente artefici del viaggio. Fieri di poter indicare ai loro figli il metodo e non un risultato, consapevoli della loro piccolezza di fronte all’Universo e, allo stesso tempo, della loro immensa grandezza fatta di unicità e diversità. Orgogliosi della loro azione e sicuri del contributo di tutti gli altri. Che fare? Appunti per l’agire possibile e sostenibile Realizzando, alla luce delle linee guida su esposte: Unità territoriali 1. Locali 2. Comunali 3. Provinciali 4. Regionali Sino a confluire in un Coordinamento Nazionale che avrà il compito di armonizzare richieste ed istanze. Organizzando tali unità in Gruppi di Discussione Politica Elaborando progetti politici e curandone la successiva realizzazione Europa Futura chiama all’appello tutti, i Giovani, le Donne, gli Uomini Liberi perché insieme diano un senso alle loro aspettative, perché costruiscano un’azione politica concreta ed operativa Perché occupino spazi istituzionali altrimenti lasciati a chi della Politica ha fatto mestiere o, peggio, area di asservimento a poteri forti e nascosti. Perché siano laboratori di Idee e fucine di realizzazioni. Perché siano pungolo e coscienza critica di quanti vedono la Politica come mero soddisfacimento di interessi personali. Perché siano l’esempio vivente che i sogni di un mondo migliore possono realizzarsi, che la Ragione è nulla senza Passione.
|
|