Europa Futura web space

chi siamostatutoil futuroforumadesioneFAQlinksHOME

 

 

contatti

  politica e società in italia  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'Università al collasso

Si va chiudendo il cerchio dello smantellamento del Sapere Pubblico.

Adesso si che le nostre previsioni vanno concretizzandosi: il Ministro Brunetta da facoltà alla Pubblica Amministrazione di licenziare i dipendenti con 40 anni di anzianità contributiva.

E scoppia il putiferio.

Già, perché avere 40 di contributi, non vuol dire avere 40 di servizio. Molti dipendenti hanno "riscattato" gli anni di laurea, oppure di specializzazione, oppure di servizio militare, pagando il "riscatto" di tasca propria e contribuendo, illo tempore, a pagare le pensioni gli altri. 

Adesso, per ripianare i propri deficit di bilancio, molte (non tutte) Università stanno provvedendo a liberarsi di zavorra umana, che Brunetta individuerebbe nei Ricercatori.

Al solito, a pagare il conto sono gli Ultimi, solo che, in questo caso, l'ultima parola potrebbe essere ancora da scrivere... clicca sul dossier

Europa Futura dossier

____________________________________________________________cfr http://www.andu-universita.it

Franco Battiato non le manda a dire:

in anteprima un brano, del prossimo album, il cui testo sembra scritto da EuropaFutura

L'ascolto del nuovo singolo di Franco Battiato, Inneres Auge, è davvero una grande esclusiva. Perché non si tratta solo dell'anticipazione del ritorno di una delle massime firme della creatività musicale italiana. Il 13 novembre Battiato pubblica un disco molto particolare: Inneres Auge - Il tutto è più della somma delle sue parti, titolo che esprime perfettamente la ricchezza di una tracklist  che affianca quattro brani inediti a reperti del passato completamente ricantati, riarrangiati e risuonati. Non una somma di hit, non una raccolta di successi, ma qualcosa che, nella sua complessità, è molto più vicino a un vero e proprio nuovo album frutto di una nuova sensibilità.

Sensibilità, quella di Battiato, che risuona particolarmente ferita dagli attuali tempi. E che esprime il suo urlo di dolore proprio col brano Inneres Auge, che arriverà in radio solo il 30 ottobre. Si tratta di nuovo importante capitolo di quel filone della vicenda artistica dell'autore siciliano che potremmo definire "dell'indignazione". All'interno del quale trova posto, ad esempio, l'invettiva contro la politica e il potere che Battiato affidò a Povera Patria: era il 1991, lo Stato avrebbe presto assistito inerme alle esecuzioni mafiose di Falcone e Borsellino, ma si era anche alla vigilia di Mani Pulite. E poi Ermeneutica, in cui Battiato nel 2004 raccontò di seme umano infettato da tensioni e frustrazioni, di una "mostruosa creatura" chiamata fanatismo che ha stravolto il senso del sacro, di uomini schiavi delle macchine e di stati servi di "quella scimmia di presidente" per il quale "s'invade si abbatte si insegue si ammazza il cattivo si inventano democrazie...".

Anche in Inneres Auge i riferimenti sono chiari. E di certo non puramente casuali.
Di seguito al video, il testo:

...::: ascolta il brano :::...


INNERES AUGE

Come un branco di lupi che scende dagli altipiani ululando
o uno sciame di api accanite divoratrici di petali odoranti
precipitano roteando come massi da altissimi monti in rovina.
Uno dice che male c'è a organizzare feste private
con delle belle ragazze per allietare Primari e Servitori dello Stato?

Non ci siamo capiti
e perché mai dovremmo pagare anche gli extra a dei rincoglioniti?
Che cosa possono le Leggi dove regna soltanto il denaro?
La Giustizia non è altro che una pubblica merce...
di cosa vivrebbero ciarlatani e truffatori
se non avessero moneta sonante da gettare come ami fra la gente.

La linea orizzontale ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.
Con le palpebre chiuse s'intravede un chiarore
che con il tempo e ci vuole pazienza,
si apre allo sguardo interiore: Inneres Auge, Das Innere Auge

La linea orizzontale ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.
Ma quando ritorno in me, sulla mia via,
a leggere e studiare, ascoltando i grandi del passato...
mi basta una sonata di Corelli, perchè mi meravigli del Creato!

_____________________________________________________________________________________

 

La Costituzione Italiana

PRINCIPI FONDAMENTALI

Articolo 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

______________________

Al di la dei cori da lavandaia dei finti centro, centrodestra e centrosinistra, tutti espressioni di una Casta autoreferenziale moralmente, politicamente, eticamente e, spesso, giudiziariamente corrotta, invitiamo a leggere sulla Stampa estera, cosa pensa di noi il mondo sull'affaire del cosiddetto "lodo Alfano", su: Europa Futura dossier

Europa Futura dossier

________________________________________

Molfetta: morire a ventanni:

non si ferma la strage degli innocenti.

 Questa è la triste realtà che tutti i partiti si affannano a nascondere, presentandoci un Paese che non c’é. Da Veltroni che parla con lo sfondo quieto e quasi surreale della campagna umbra, a Berlusconi con la fissazione delle idiozie sulle alleanze e su un anticomunismo antistorico e senza significato. La realtà è ben diversa e si mostra senza vergogna ad ogni ripresa televisiva, ad ogni articolo di cronaca. E’ una Italia che, a fronte della immane tragedia di Gravina di Puglia, esibisce cronisti con alle spalle imbecilli che ridono e scherzano, tutti contenti di poter comparire, seppure per un minuto, in tivvù. E nessuno che abbia il coraggio, o la coscienza di sé, di prenderli a pedate nel sedere. E’ una Italia sommersa, non solo in Campania, dalla spazzatura. Spazzatura non solo intesa come rsu, ma immondizia morale, etica, culturale, quello stesso rifiuto che spinge milioni di italiani ad appassionarsi alle vicende di quegli idioti, con nulla da dire e niente da fare, che si agitano in quella discarica chiamata “grande fratello”. Così al normale palinsesto di Canale5 vengono aggiunti altri canali Sky dedicati allo spionaggio del nulla, alla descrizione di come si possa essere inutili, vuoti, degradati.

Una Italia in cui i pendolari vengono trattati come maiali: stipati su carri bestiame sporchi, stretti, inadatti e perennemente in ritardo. Treni che su una tratta come Milano – Varese riescono ad accumulare ritardi di oltre il  100%, ovvero su di una percorrenza di 40 minuti, portano ritardi superiori ai 50! E lo stesso avviene nello Stretto di Messina, dove peraltro si aggiungono pesanti preoccupazioni per la sicurezza della navigazione con un naviglio, quello di Bluvia, che se non fosse per le coperture di Stato, sarebbe già stato avviato alla demolizione da anni.

Cessato il periodo degli anni ‘60 in cui le infami tradotte chiamate “freccia del sole”, “conca d’oro”, “freccia del sud” erano funzionali a trasportare sangue fresco alle industrie del Nord Italia e di mezza Europa, Trenitalia decide che l’attraversamento dello Stretto è antieconomico e che quindi va tagliato. Risultato: i treni a lunga percorrenza, quelli, per intenderci, che permettevano ad un palermitano di sistemarsi in una cuccetta e di terminare il suo viaggio, se non riposato, almeno non distrutto; sono stati in gran parte eliminati. Quando l’operazione sarà del tutto completata, a Messina o a Villa San Giovanni, i sudditi scenderanno dai loro treni e, con il loro bagaglio, andranno a prendere un qualche mezzo che attraversi il mare. Arrivati sulla terraferma, risaliranno su di un altro treno che li porti a destinazione. Ovviamente sotto il sole, o la pioggia.

Tutti. Anziani, bambini, portatori di handicap. Tutti.

Questa è una Italia in cui, per stessa ammissione dei Presidenti di Corte d’Appello, non c’è Giustizia. Né penale né, tanto meno, civile.

Un Paese in cui troppo spesso, accanto all’opera meritoria dei De Magistris o Forleo di turno, si affianca la stanca routine dei troppi burocrati che non vedono, non parlano, non sentono e soprattutto non danno fastidio al Potere comunque espresso.

Una Italia che sta smantellando la rete delle Università pubbliche in un progetto scellerato che, alla fine, fornirà saperi e poteri, ad una ristretta cerchia di cittadini: quelli che potranno permettersi di pagare gli studi presso i privati come Bocconi o Luiss. E gli altri? Che vadano a ritirare il loro cartellino di schiavi, privati degli strumenti culturali per farsi valere, rimbecilliti dalla televisione spazzatura, ridotti alla fame dai debiti accumulati per far fronte al soddisfacimento di bisogni virtuali, saranno una eccellente massa di manovra da spremere e da indirizzare come stupido ed ubbidiente gregge.

In questo contesto, purtroppo, non si vede una soluzione alla strage degli innocenti, bestie sacrificali immolate sull’altare di un liberismo sempre più rapace e cinico, di una globalizzazione ineludibile solo nelle menti del grande capitale e delle Banche d’affari.

In questa Italia, dove viene spedito acciaio cinese caricato al cobalto e grano radioattivo dell'Ucraina,dove nessuno controlla nulla e dove, a fronte di fiumi di denaro spesi per il mantenimento della Casta, il refraime é "...non ci sono soldi..." morire a ventanni grida una risposta.

Che il potere non da.


Due più due, a volte non fa quattro

giusto per rinfrescarci le idee prima delle elezioni.

La crisi di governo e lo scioglimento delle camere ha permesso ai politici di mettere il silenziatore alle svariate torbide vicende che affliggono il Paese: dallo scandalo Slot-Machine allo scandalo Cuffaro, dal trasferimento di De Magistris all'assoluzione di Silvio Berlusconi in virtù della legge "ad personam" sulla depenalizzazione del falso in bilancio.
Ma l' "utile" non finisce qui, perchè dallo scioglimento delle camere i partiti ne ricavano ... una raddoppiata quantità di rimborsi elettorali ... sì, sì, ... di quei "rimborsi" che permettono da tempo ai partiti di infischiarsene del risultato del referendum popolare del 18 aprile '93 col quale il 90,3% degli Italiani aveva decretato l'abolizione del finanziamento pubblico dei partiti.
A partire dal '93 cari Italiani voi non finanziate più i partiti, ma (capite il trucco?) li "rimborsate"  poverini- delle spese elettorali sostenute. I "rimborsi" però non avvengono a fronte di una presentazione di documenti testimonianti le spese, ma moltiplicando un'aliquota -che è andata crescendo nel tempo- per il numero degli elettori. Inutile dire che tale aliquota è così elevata da non aver paragoni negli altri paesi. Infatti, i partiti ogni anno intascano normalmente - nel loro complesso - oltre 200 milioni di euro di rimborsi elettorali (in pratica 4 euro per ogni iscritto nelle liste elettorali: 1 miliardo di euro nei cinque anni di legislatura) , contro gli 80 scarsi dei francesi ed i 133 di tetto massimo dei tedeschi o i 155 milioni di euro di una campagna per le presidenziali Usa (quella del 2004).
Con quale meccanismo vengono fuori, più in specifico, gli oltre 200 milioni di euro? I rimborsi sono corrisposti ripartendo, tra i movimenti o partiti politici aventi diritto, quattro fondi, corrispondenti ai quattro principali organi da rinnovare (Senato della Repubblica; Camera dei deputati; Parlamento europeo; Consigli regionali), in base alla L. 157/1999 e successive modificazioni.
L'ammontare di ciascuno dei quattro fondi è pari, per ciascun anno di legislatura degli organi stessi, alla somma risultante dalla moltiplicazione dell'importo di 1 euro per il numero dei cittadini
della Repubblica iscritti nelle liste elettorali per le elezioni della Camera dei deputati (per le elezioni dell' aprile 2006 gli aventi diritto al voto erano 50.098.305, dei quali 47.258.305 gli aventi diritto al voto in Italia e 2.840.000 quelli all'estero).
Come sicuramente immaginate, si tratta di un vero "business". Un'indagine della Corte dei Conti, relativa alle elezioni europee del 2004, indicò ad es. che i partiti avrebbero incassato complessivamente quasi il triplo delle spese effettivamente accertate.
Ma, poichè la cupidigia non ha limiti, la Legge 23 febbraio 2006 n. 51, approvata dal governo di centrodestra e non abrogata durante questa legislatura, permette ai partiti, in caso di scioglimento
anticipato della Camera e del Senato, di continuare a percepire i rimborsi elettorali fino alla data di scadenza naturale della legislatura.
In altre parole, i partiti continueranno a percepire i rimborsi della XV legislatura (iniziata il 28 aprile 2006) non fino al 28 aprile 2008 (previsto termine anticipato) ma fino alla stessa data del 2011, e a questi si sommeranno i rimborsi spettanti per quella che sarà la XVI legislatura.
Insomma per ben tre anni, dalle tasche degli italiani, i partiti sfileranno (fortunatamente solo per Camera e Senato) un doppio rimborso (cioè, oltre i 200 milioni usuali per i quattro fondi della XVI legislatura, altri 100 milioni per Camera e Senato della XV). In tre anni, se ne andranno 900 milioni di euro, anzichè 600 milioni, con un aggravio complessivo di 300 milioni di euro. Il meccanismo di questa legge è perverso e, in pratica, incentiva la caduta dei governi, cioè maggiore è il numero dei governi che si susseguono nel medesimo arco di tempo e più i partiti vengono foraggiati. O se preferite, più i partiti si rivelano incapaci di governare, più ricevono soldi: si premia cioè l'incompetenza dei politici, la mancanza di coesione tra i partiti della maggioranza, ed anche ... eventuali manovre disoneste. Sulla evidente immoralità di questa legge non è il caso di spendere altre parole.
Però, Popolo Italiano, anche tu puoi trarre vantaggio dalle prossime elezioni: cambia i legislatori, non eleggere i "soliti noti", che ti hanno trattato come un povero fesso a cui mungere soldi! Esci dai pigri schemi abitudinari e privilegia coloro - vecchi o nuovi - che manifestino, nel loro programma politico, una precisa volontà di Eticità, di Laicità e di effettivo Pluralismo Religioso


La Sapienza

é uscita di senno.

La cosa più incredibile è che, nello Stato di Diritto, non c’é alcuna spiegazione, eppure é avvenuto. Non permettendo a Joseph Ratzinger di entrare alla Sapienza per inaugurare l’anno accademico, lo Stato, la Repubblica, la Nazione, la Patria, il Governo, la Costituzione hanno abdicato! Abdicato a chi, per chi, a che cosa?  Hanno forse vinto gli eredi di Galileo e Giordano Bruno? Non crediamo. Ha vinto la sinistra radicale e “giacobina” e perso la destra (qualora esista ancora) “codina” e papalina? Hanno vinto i poteri forti, le multinazionali del sapere, i baroni della cultura e del denaro di ottocentesca memoria e perso i bigotti conservatori reazionari del secondo millennio riciclati nelle caste e nelle lobbies odierne? Ha vinto la mafia e il capitale, perso la giustizia e l’uomo sociale? NO!

Nessuno ha vinto e nessuno ha perso, questo è la aberrazione più grave su cui invitiamo a riflettere.

Solo stupido stupore e barcollanti telegiornali carichi di idiozie: venti giorni addietro il Dalai Lama non ha potuto incontrare Benedetto XVI, solo  un trafiletto. Nel giugno del 2007 Ahmadinejad a Teheran ha incontrato i rappresentanti della comunità israeliana in Iran, applaudito dagli stessi rabbini ortodossi! Ci sembra così chiaro. In Italia, quattro cani per strada, occupano un università e annullano duemila anni di Diritto; Roma non ha mai negato ingresso neppure ai suoi nemici né alle loro spoglie materiali, bisogna dare onore anche agli avversari per essere cuore e dare futuro.

Oggi non lo siamo più, un Popolo che non sa rispettare, anche nelle diversità e nelle avversità, un avversario, non é più un popolo. Pure i governanti statunitensi tennero dietro la porta delle loro belle dimore usurpate i Capi Indiani religiosi! Noi non siamo americani, veniamo da un'altra cultura, almeno pensavamo fosse così.

Dovremmo ri-tornare ad essere Italiani, Mediterranei, Romani.

Che tutti trovino (amici e nemici) calore al nostro Fuoco. Così eravamo abituati a vivere e così vorremmo tornare a vivere in uno Stato di Diritto e di Onore. Forte e anche per questo amico, senza scomodare la pietas.


 

Faccia di bronzo !

sembra proprio un eufemismo.

Che ne direste se un tribunale sentenziasse che il vostro amministratore di condominio è un ladro? E cosa pensereste se una sentenza stabilisse che il fidanzato di vostra figlia è uno stupratore? Accettereste in casa vostra come baby-sitter un pedofilo conclamato sebbene, ahinoi, non ancora condannato? Affidereste i risparmi di una vita ad un figuro che puzza di truffa a chilometri di distanza, solo perché la verità giudiziaria ancora non ha messo un punto fermo? 

Noi pensiamo di no. Semplicemente perché il garantismo è concetto che attiene al mondo giudiziario in cui si forma una verità parziale, la verità giudiziaria appunto. Non la verità in assoluto. Il grande equivoco su cui fanno leva i farabutti d'Italia è quello di farci credere che, se una persona non è condannata allora è onesta. Domanda: quante persone disoneste conosciamo, che tuttavia non sono mai state condannate in tribunale? Allora forse dobbiamo finalmente riappropriarci del significato delle parole e delle idee e tornare a far valere anche altre verità, non meno importanti di quella giudiziaria:la verità etica, la verità morale, la verità politica e quella storica, per esempio.

E se dobbiamo ancora sopportare il peso di un presidente di regione pregiudicato, possiamo comunque evitare di rendergli omaggio ogni volta che viene nelle nostre città, nei nostri paesi, nelle nostre comunità.

Scaviamolo finalmente il solco, una linea di confine fra Noi e loro. Facciamogli capire che la legalità e l'illegalità stanno su sponde opposte ed inconciliabili e che c'è poco, molto poco da essere contenti se una verità giudiziaria, peraltro comunque pesantissima (favoreggiamento!) non include la parola mafia. Sul piano etico, morale e politico, il pregiudicato Cuffaro Salvatore dovrebbe avere un briciolo di dignità e scomparire dal proscenio, perché il disgusto che alberga nelle persone oneste non ammette giudizi di appello.

Peraltro, nonostante i tentativi di minimizzare la cosa, il  pregiudicato Cuffaro Salvatore,  non è persona onesta, anche ai sensi di Legge.

Torniamo a pensare con la nostra testa,  domandiamoci:  "Ma l'anti-politica è fuori o dentro il Parlamento?" Con mezzo UDEUR inquisito, il Padrone di un partito che rappresenta l' 1,4% degli italiani dimesso da Ministro, la di lui moglie arrestata insieme al di lui consuocero e tutto, dicasi tutto, il Parlamento bipartisan gli esprime solidarietà ed attacca i Giudici come succede in Colombia.

                              

Ma chi è veramente anti-politico e dove risiede realmente l'anti-Stato. Riusciamo finalmente a dire "basta!" ai vari Berlusconi che si inventano le toghe rosse, D'Alema che attacca i Forleo, Mastella che leva dai piedi i DeMagistris ed un CSM che ha dimenticato che deve operare in nome de popolo italiano e non della Casta?

Liberiamoci e torneremo a respirare

 


 

Morti bianche:

a pagare, con la vita, sono sempre gli Ultimi.

Il Presidente della Repubblica afferma che la sicurezza nel mondo del lavoro è una emergenza nazionale. I sindacati cercano malamente ed ipocritamente di cavalcare la tigre dell'indignazione, ma, insieme ai politici di turno, vengono senza pietà fischiati a Torino proprio dagli Ultimi che, menzogna dopo menzogna, si accorgono come per loro non esista più tutela, soccorso, comprensione. Non c'è più la sinistra, sempre più salottiera ed impegnata a garantirsi un futuro di casta, piuttosto che a sporcarsi le scarpe lavorando nel fango dei cantieri. Non esiste la tanto strombazzata destra (ancorché, pomposamente, "sociale") anch'essa impegnata nel difficile mestiere di vivere raccattando le elemosina dei Poteri Forti per assicurarsi un posto al sole per sé e per i propri "primi vicini". Del Centro, poi, meglio stendere un velo di pietà su tutti quei figurini tanto profumati quanto inutili, tutti intenti a tessere la tela di una politica vuota ed ipocrita, vero auto-sostentamento della Casta. Lontana dal popolo che genera la ricchezza che loro ostentano e sprecano allo stesso tempo.

Non basta la legge 626 del 1994, non basta fare finta di inasprire le pene per l'imprenditore che sbaglia, tanto i processi non i celebrano mai. Fra un indulto, una proroga e, se non dovesse bastare, un rifacimento ad hoc della Norma, i colpevoli delle tragedie sul lavoro la passeranno sempre liscia e continueranno a godere del benessere che altri, gli Ultimi, gli confezionano giorno dopo giorno, turno dopo turno, morte dopo morte. 

Ripensare la Politica è l'unica via per vivere una vita degna di questo nome: fare finalmente piazza pulita delle incrostazioni ideologiche del novecento è la chiave per uscire dall' impasse, comprendere che la strombazzata fine delle ideologie è una verità molto parziale e strumentale

Altro che fine delle ideologie, il Comunismo, il Fascismo forse. Non certamente il Capitalismo, che, senza concorrenti, dilaga senza difesa critica in tutte le coscienze. Subdolamente visto che non si palesa mai apertamente come ideologia ma che, inventando il concetto di "globalizzazione" fornisce la copertura ideologica al "libero mercato" che altro non fa se non aumentare il divario, la forbice, fra chi vive (8% della popolazione mondiale) e chi a stento sopravvive (il 92% restante).

Dividendo i popoli, escludendoli dalle scelte e dalla partecipazione, negando l’infanzia a milioni di bambini facendogli pagare costi e sofferenze inaudite quanto evitabili, spaccando l’intero Pianeta in due nuovi estremismi: i ricchi ed i poveri.

Che fatalmente entrano in conflitto fra loro.

Allora si comprende come le morti bianche non potranno mai cessare per azione di un uomo dello Stato come Napolitano o di un dandy come Casini o, peggio, Montezemolo.

Che ragione avrebbe mai Confindustria nell'accettare di vedere decrescere i profitti dei soci solo per una banalità come la sicurezza? Siamo matti? E perché mai un Sindacato dovrebbe inimicarsi i politici che lo foraggiano? Sarebbe come chiedere al tacchino se è contento di festeggiare il 19 luglio...

In realtà, in Italia, di Caste ce ne sono molte e non solo quella dei politici cui si rivolge Gian Antonio Stella.

Gli Ultimi, per piacere, non diano fastidio. Continuino a sputare sangue che tanto sono ignoranti e tali è bene che restino.

 

      


L'altra metà del cielo non ci sta

ed al grido di "vendute, vendute..."

costringe le ministre Turco, Pollastrini e Melandri ad abbandonare la manifestazione romana contro la violenze sulle Donne. Stesso trattamento per le (poco) onorevoli Prestigiacomo e Garfagna tutte accusate di una partecipazione da passerella e di un fin troppo scontato, sfacciato, opportunismo.

Ovviamente il mondo politicante reagisce in malo modo: da destra a sinistra si sprecano le condanne, i distinguo, le prese di distanza. La onorevole Finocchiaro (seppur donna) si mostra particolarmente severa nel giudizio contro le dimostranti e con lei tutti gli altri tirapiedi di una Casta che avverte il terreno sgretolarsi. Perché proprio le Donne, appropriandosi del loro spazio politico e culturale, difendendo la loro azione dalle facili ed ovvie strumentalizzazioni, hanno dimostrato come le categorie politiche e culturali del Novecento sono superate, ciarpame del millennio scorso. La destra? La Sinistra? Il Centro? Ma di che stiamo parlando?

La destra, la sinistra, il centro: false identità per lasciare tutto e sempre così come è. Alle Donne il peso enorme di portare avanti questa sciagurata società, a loro la fatica quotidiana di far quadrare i conti già prima della fine del mese. A loro il fardello di crescere i figli in una società sempre più buia e densa di pericoli. A loro la gran parte del "lavoro" precario con tutto il suo carico di angoscia ed incertezza per il futuro. A loro la casa, senza uno straccio di scuola materna, di asilo, senza la presenza dello Stato. A loro chiedere, per vedersela negata, Giustizia.

Ma quale futuro si può immaginare per un sistema che le sfrutta senza ritegno, per un potere che, per tenerle buone, si inventa una mostruosità come le "quote rosa", indegna riserva indiana alla quale l'universo femminile dovrebbe addirittura compiacersi di appartenere.

Ed allora (poco) onorevoli Pollastrini, Turco, Prestigiacomo, Garfagna e Melandri, perché fingere di stupirvi se le Donne, quelle vere, al corteo non vi hanno volute in mezzo ai piedi? Voi che, per un piatto di lenticchie, vi siete vendute l'anima al Potere della casta per avere la possibilità di rosicchiare gli avanzi del banchetto. Voi che avete dimenticato, o forse non avete mai compreso, quanto è duro essere Donna in una società rozza, volgare, violenta. Una società che inventa il problema contingente dei Rumeni, e non ascolta il grido di dolore che, da decenni, arriva dall'interno delle nostre famiglie dove si consumano mostruosità inenarrabili, dove la pedofilia ha il suo baricentro e dove la vittima è sempre l'Ultimo, Donna o bambino poco importa.

La lotta delle Donne è la lotta di Europa Futura: il superamento dei disvalori e delle ideologie del Novecento è solo questione di tempo, il vento del futuro provvederà a spazzare via i partiti e gli utili idioti che ne fanno parte. La lotta degli Ultimi è appena cominciata e le Donne sono in prima fila.

_____________________________________________________________________________________

3. Io sto con Clementina Forleo: la legalità non è un optional.

In nome della Legge

e dei Valori di Giustizia e di equità dell'intero popolo italiano, è necessario che ciascuno di noi dia il proprio apporto affinché coloro che abbiamo deputato a gestire la Giustizia, possano fare il loro dovere in santa pace senza che il politico di turno interferisca anche solo minimamente.

In questo contesto il GIP di Milano, Clementina Forleo, diviene simbolo di una Italia che non si vuole piegare, peggio, spezzare di fronte agli attacchi di politici il cui passato è tutt' altro che adamantino. La stessa Dottoressa Forleo ha denunciato l'altro ieri, ad un convegno a Pescara, in commemorazione di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino, di essere stata intimidita da rappresentanti delle Istituzioni (prefetti ed appartenenti alle Forze dell'ordine), da colleghi giudici. Ha denunciato tutto ai Carabinieri e le è stata assegnata una scorta.

Scorta che lei ha rifiutato lamentando il fatto che gli stessi carabinieri non stessero indagando a fondo e con la dovuta alacrità, sui fatti da lei denunciati ascrivibili, peraltro, "non alla piazza, bensì a soggetti istituzionali".

La mafia, quando ti vuole fare fuori, prima ti isola e poi ti ammazza: alla Forleo sembra che stia accadendo esattamente questo, al punto tale che, al convegno di Pescara, presa la parola grida: "...vogliono farmi passare per pazza...". Primo passo verso l'isolamento. Successivamente le minacce si fanno più esplicite prendendo la forma di un proiettile cal.38 -scarico- arrivato via posta con la dicitura "la prossima volta sarà reale".

Siamo con Lei, Dottoressa Forleo, daremo il nostro contributo affinché Lei possa lavorare senza minacce ed intimidazioni, siamo con tutti i Giudici d'Italia chiamati a svolgere un lavoro che, in realtà, deve essere svolto, a monte, da altre Istituzioni. La corruzione dilagante, la tangentopoli mai guarita, anzi rinvigorita, il perduto senso dello Stato, da parte di chi, dello Stato, ne fa il proprio maggiordomo, autista, e servo, fanno si che Lei debba occuparsi di reati che, in altri Paesi, sarebbero già stati risolti perchè i soggetti in questione non sarebbero mai stati né candidati né, tanto meno, eletti in alcun parlamento.

Siamo con Lei, Dottoressa Forleo, ed insieme a Lei ci piace custodire il testimone della Legalità che altri servitori dello Stato, sfortunati ed eroici, ci hanno trasmesso: Paolo Borsellino ci ha insegnato che non bisogna cedere al ricatto dei poteri forti, qualunque colore essi abbiano e dietro qualunque colore si nascondano.


2. Arrestato un pedofilo

Non si ferma lo scempio

dell' infanzia negata, vilipesa, stuprata, usata e dimenticata. La notizia, ultima in ordine di tempo è l'arresto, in provincia di Messina, di un pedofilo. E fino a questo punto, niente da dire. Il problema sorge quando chi legge, cerca di collegare la notizia ad una qualche utilità precisa ovvero: come garantire la sicurezza dei nostri bimbi?

Domanda: come mai tutti -dicasi tutti- gli organi di informazione sono reticenti a fornire notizie vere ed utili? Come mai se viene arrestato un rapinatore ne viene dato il nome, l'indirizzo e pubblicata la fotografia? Insomma perché del pedofilo, al contrario, si fa in modo che non si sappia mai nulla? In questo caso, giornali e televisioni molto genericamente parlano "di un 36enne", di una serie di episodi avvenuti in una non meglio specificata "piscina" di un misterioso "complesso" posto in una "località tirrenica".

Stop.

Come mai si usano i guanti bianchi nei confronti degli autori del reato più odioso? Come mai, ed è prassi costante, dopo solo 24 ore, cala il silenzio su fatti che, viceversa, più sono densi di informazione, meglio servono a guardarsi le spalle!

Senza conoscenza, senza informazione, a ciascuno di noi potrà capitare di imbattersi, senza saperlo, in un pedofilo conclamato e non avere la necessaria prudenza nel trattare con lui.

Forse il motivo di tanta omertà risiede nel fatto che molto spesso il pedofilo non è un Ultimo, viceversa si trova nella società bene, nei cosiddetti insospettabili. Quelli con tanti "agganci", tante "relazioni", tanti amici, anche fra i giornalisti pennivendoli.

Europa Futura denuncerà a viso aperto i pedofili e chi li copre ed invita gli italiani a fare altrettanto. Ne va della nostra dignità di popolo e del futuro dei nostri figli.

NON VOLTIAMOCI DALL'ALTRA PARTE! 


1. Volentieri riportiamo, condividendolo in pieno, l'atto di amore di Camilleri per la propria terra, riportato su Repubblica.it

Europa Futura firma la sottoscrizione

In difesa del Val di Noto

di ANDREA CAMILLERI

I milanesi come reagirebbero se dicessero "domani  mettiamo su un programma di ricerche petrolifere proprio davanti al Duomo? Rifarebbero certo le cinque giornate.

E i veneziani, se venissero a sapere che vorrebbero cominciare a carotare a San Marco?

E i fiorentini, sopporterebbero le trivelle a Santa Croce?

I rispettivi abitanti che ne direbbero di scavi per la ricerca del petrolio a Roma tra i Fori imperiali e il Colosseo, a piazza De Ferrari a Genova, sulle colline di Torino, a piazza delle Erbe, a piazza Grande, lungo le rive del Garda?

Non si sentirebbero offesi e scempiati nel più profondo del loro essere?
Ebbene, in Sicilia, e precisamente in una zona che è stata dichiarata dall’Unesco “patrimonio mondiale dell’umanità”, il Val di Noto, dove il destino e la Storia hanno voluto radunare gli inestimabili, irrepetibili, immensi capolavori del tardo barocco, una società petrolifera americana, la “Panther Eureka”, è stata qualche anno fa autorizzata, dall’ex assessore all’industria della Regione Sicilia, a compiervi trivellazioni e prospezioni per la ricerca di idrocarburi nel sottosuolo. In caso positivo (positivo per la “Panther Eureka”, naturalmente) è già prevista la concessione per lo sfruttamento dell’eventuale giacimento.

In parole povere, questo significa distruggere, in un sol colpo e totalmente, paesaggio e storia, cultura e identità, bellezza e armonia, il meglio di noi insomma, a favore di una sordida manovra d’arricchimento di pochi spacciata come azione necessaria e indispensabile per tutti. E inoltre si darebbe un colpo mortale al rifiorente turismo, rendendo del tutto vane opere (come ad esempio l’aeroporto Pio La Torre di Comiso) e iniziative sorte in appoggio all’industria turistica, che in Sicilia è ancora tutta da sviluppare.

Poi l’inizio dei lavori è stato fermato, nel 2003, dal Governatore Cuffaro su proposta dell’allora assessore ai Beni Culturali Fabio Granata, di Alleanza nazionale, in prima fila in questa battaglia.

Ma è cominciato quel balletto tutto italiano fatto di ricorsi all’ineffabile Tar, rigetti, annullamenti, rinnovi, sospensioni temporanee, voti segreti, vizi di forma e via di questo passo ( ma anche di sotterranee manovre politiche che hanno sgombrato il campo dagli oppositori più impegnati).

E si sa purtroppo come in genere questi balletti vanno quasi sempre tristemente a concludersi da noi: con la vittoria dell’economicamente più forte a danno degli onesti, dei rispettosi dell’ambiente, di coloro che accettano le leggi. E i texani, dal punto di vista del denaro da spendere per ottenere i loro scopi, non scherzano.

Vogliamo, una volta tanto, ribaltare questo prevedibile risultato e far vincere lo sdegno, il rifiuto, la protesta, l’orrore (sì, l’orrore) di tutti, al di là delle personali idee politiche?

Per la nostra stessa dignità di italiani, adoperiamoci a che sia revocata in modo irreversibile quella contestata concessione e facciamo anche che sia per sempre resa impossibile ogni ulteriore iniziativa che possa in futuro violentare e distruggere, in ogni parte d’Italia, i nostri piccoli e splendidi paradisi. Nostri e non alienabili.

La sottoscrizione ha avuto l'effetto voluto. Insieme alle decine di migliaia di Italiani abbiamo vinto la nostra battaglia.

Ma non è finita qui: vigiliamo sempre per proteggere la nostra Terra dai pirati del terzo millennio.