Si
va chiudendo il cerchio dello smantellamento del Sapere Pubblico.
Adesso si che le nostre
previsioni vanno concretizzandosi: il Ministro Brunetta da facoltà alla
Pubblica Amministrazione di licenziare i dipendenti con 40 anni di
anzianità contributiva.
E scoppia il putiferio.
Già, perché avere 40 di
contributi, non vuol dire avere 40 di servizio. Molti dipendenti hanno
"riscattato" gli anni di laurea, oppure di specializzazione, oppure di
servizio militare, pagando il "riscatto" di tasca propria e
contribuendo, illo tempore, a pagare le pensioni gli altri.
Adesso, per ripianare i
propri deficit di bilancio, molte (non tutte) Università stanno
provvedendo a liberarsi di zavorra umana, che Brunetta individuerebbe
nei Ricercatori.
Al
solito, a pagare il conto sono gli Ultimi, solo che, in questo caso,
l'ultima parola potrebbe essere ancora da scrivere...
clicca sul dossier
in anteprima un brano, del prossimo
album, il cui testo sembra scritto da EuropaFutura
L'ascolto del nuovo
singolo di Franco Battiato, Inneres Auge, è davvero una
grande esclusiva. Perché non si tratta solo dell'anticipazione del
ritorno di una delle massime firme della creatività musicale italiana.
Il 13 novembre Battiato pubblica un disco molto particolare:
Inneres Auge - Il tutto è più
della somma delle sue parti, titolo che esprime
perfettamente la ricchezza di una tracklist che affianca quattro
brani inediti a reperti del passato completamente ricantati,
riarrangiati e risuonati. Non una somma di hit, non una raccolta di
successi, ma qualcosa che, nella sua complessità, è molto più vicino a
un vero e proprio nuovo album frutto di una nuova sensibilità.
Sensibilità,
quella di Battiato, che risuona particolarmente ferita dagli attuali
tempi. E che esprime il suo urlo di dolore proprio col brano
Inneres Auge, che arriverà in radio solo il 30 ottobre. Si
tratta di nuovo importante capitolo di quel filone della vicenda
artistica dell'autore siciliano che potremmo definire
"dell'indignazione". All'interno del quale trova posto, ad esempio,
l'invettiva contro la politica e il potere che Battiato affidò a Povera
Patria: era il 1991, lo Stato avrebbe presto assistito inerme
alle esecuzioni mafiose di Falcone e Borsellino, ma si era anche alla
vigilia di Mani Pulite. E poi Ermeneutica, in cui Battiato
nel 2004 raccontò di seme umano infettato da tensioni e frustrazioni, di
una "mostruosa creatura" chiamata fanatismo che ha stravolto il senso
del sacro, di uomini schiavi delle macchine e di stati servi di "quella
scimmia di presidente" per il quale "s'invade si abbatte si insegue si
ammazza il cattivo si inventano democrazie...".
Anche in Inneres Auge i riferimenti sono chiari. E di
certo non puramente casuali.
Di seguito al video, il testo:
...:::
:::...
INNERES AUGE
Come un branco di lupi che scende dagli altipiani ululando
o uno sciame di api accanite divoratrici di petali odoranti
precipitano roteando come massi da altissimi monti in rovina.
Uno dice che male c'è a organizzare feste private
con delle belle ragazze per allietare Primari e Servitori dello Stato?
Non ci siamo capiti
e perché mai dovremmo pagare anche gli extra a dei rincoglioniti?
Che cosa possono le Leggi dove regna soltanto il denaro?
La Giustizia non è altro che una pubblica merce...
di cosa vivrebbero ciarlatani e truffatori
se non avessero moneta sonante da gettare come ami fra la gente.
La linea orizzontale ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.
Con le palpebre chiuse s'intravede un chiarore
che con il tempo e ci vuole pazienza,
si apre allo sguardo interiore: Inneres Auge, Das Innere Auge
La linea orizzontale ci spinge verso la materia,
quella verticale verso lo spirito.
Ma quando ritorno in me, sulla mia via,
a leggere e studiare, ascoltando i grandi del passato...
mi basta una sonata di Corelli, perchè mi meravigli del Creato!
Tutti i cittadini hanno
pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione
di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di
condizioni personali e sociali.
E` compito della
Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che,
limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono
il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di
tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del
Paese.
______________________
Al di la dei cori da
lavandaia dei finti centro, centrodestra e centrosinistra, tutti
espressioni di una Casta autoreferenziale moralmente, politicamente,
eticamente e, spesso, giudiziariamente corrotta, invitiamo a leggere
sulla Stampa estera, cosa pensa di noi il mondo sull'affaire del
cosiddetto "lodo Alfano", su:
Europa Futura dossier
Questa
è la triste realtà che tutti i partiti si affannano a nascondere,
presentandoci un Paese che non c’é. Da Veltroni che parla con lo sfondo
quieto e quasi surreale della campagna umbra, a Berlusconi con la
fissazione delle idiozie sulle alleanze e su un anticomunismo
antistorico e senza significato. La realtà è ben diversa e si mostra
senza vergogna ad ogni ripresa televisiva, ad ogni articolo di cronaca.
E’ una Italia che, a fronte della immane tragedia di Gravina di Puglia,
esibisce cronisti con alle spalle imbecilli che ridono e scherzano,
tutti contenti di poter comparire, seppure per un minuto, in tivvù. E
nessuno che abbia il coraggio, o la coscienza di sé, di prenderli a
pedate nel sedere. E’ una Italia sommersa, non solo in Campania, dalla
spazzatura. Spazzatura non solo intesa come rsu, ma immondizia morale,
etica, culturale, quello stesso rifiuto che spinge milioni di italiani
ad appassionarsi alle vicende di quegli idioti, con nulla da dire e
niente da fare, che si agitano in quella discarica chiamata “grande
fratello”. Così al normale palinsesto di Canale5 vengono aggiunti altri
canali Sky dedicati allo spionaggio del nulla, alla descrizione di come
si possa essere inutili, vuoti, degradati.
Una Italia in cui i pendolari vengono
trattati come maiali: stipati su carri bestiame sporchi, stretti,
inadatti e perennemente in ritardo. Treni che su una tratta come Milano
– Varese riescono ad accumulare ritardi di oltre il 100%, ovvero su di
una percorrenza di 40 minuti, portano ritardi superiori ai 50! E lo
stesso avviene nello Stretto di Messina, dove peraltro si aggiungono
pesanti preoccupazioni per la sicurezza della navigazione con un
naviglio, quello di Bluvia, che se non fosse per le coperture di Stato,
sarebbe già stato avviato alla demolizione da anni.
Cessato il periodo degli anni ‘60 in cui
le infami tradotte chiamate “freccia del sole”, “conca d’oro”, “freccia
del sud” erano funzionali a trasportare sangue fresco alle industrie del
Nord Italia e di mezza Europa, Trenitalia decide che l’attraversamento
dello Stretto è antieconomico e che quindi va tagliato. Risultato: i
treni a lunga percorrenza, quelli, per intenderci, che permettevano ad
un palermitano di sistemarsi in una cuccetta e di terminare il suo
viaggio, se non riposato, almeno non distrutto; sono stati in gran parte
eliminati. Quando l’operazione sarà del tutto completata, a Messina o a
Villa San Giovanni, i sudditi scenderanno dai loro treni e, con il loro
bagaglio, andranno a prendere un qualche mezzo che attraversi il mare.
Arrivati sulla terraferma, risaliranno su di un altro treno che li porti
a destinazione. Ovviamente sotto il sole, o la pioggia.
Tutti. Anziani, bambini, portatori di
handicap. Tutti.
Questa è una Italia in cui, per stessa
ammissione dei Presidenti di Corte d’Appello, non c’è Giustizia. Né
penale né, tanto meno, civile.
Un Paese in cui troppo spesso, accanto
all’opera meritoria dei De Magistris o Forleo di turno, si affianca la
stanca routine dei troppi burocrati che non vedono, non parlano, non
sentono e soprattutto non danno fastidio al Potere comunque espresso.
Una Italia che sta smantellando la rete
delle Università pubbliche in un progetto
scellerato che, alla fine, fornirà saperi e poteri, ad una ristretta
cerchia di cittadini: quelli che potranno permettersi di pagare gli
studi presso i privati come Bocconi o Luiss. E gli altri? Che vadano a
ritirare il loro cartellino di schiavi, privati degli strumenti
culturali per farsi valere, rimbecilliti dalla televisione spazzatura,
ridotti alla fame dai debiti accumulati per far fronte al
soddisfacimento di bisogni virtuali, saranno una eccellente massa di
manovra da spremere e da indirizzare come stupido ed ubbidiente gregge.
In questo contesto, purtroppo, non si
vede una soluzione alla strage degli innocenti, bestie sacrificali
immolate sull’altare di un liberismo sempre più rapace e cinico, di una
globalizzazione ineludibile solo nelle menti del grande capitale e delle
Banche d’affari.
In questa Italia, dove viene spedito
acciaio cinese caricato al cobalto e grano radioattivo dell'Ucraina,dove
nessuno controlla nulla e dove, a fronte di fiumi di denaro spesi per il
mantenimento della Casta, il refraime
é "...non ci sono soldi..."
morire a ventanni grida una risposta.
giusto per rinfrescarci le
idee prima delle elezioni.
La crisi di governo e lo
scioglimento delle camere ha permesso ai politici di mettere il
silenziatore alle svariate torbide vicende che affliggono il Paese:
dallo scandalo Slot-Machine allo scandalo Cuffaro,
dal trasferimento di De Magistris all'assoluzione di Silvio Berlusconi
in virtù della legge "ad personam" sulla depenalizzazione del falso in
bilancio.
Ma l' "utile" non finisce qui, perchè dallo scioglimento delle camere i
partiti ne ricavano ... una raddoppiata quantità di rimborsi elettorali
... sì, sì, ... di quei "rimborsi" che permettono da tempo ai partiti di
infischiarsene del risultato del referendum popolare del 18 aprile '93
col quale il 90,3% degli Italiani aveva decretato l'abolizione del
finanziamento pubblico dei partiti.
A partire dal '93 cari Italiani voi non finanziate più i partiti, ma
(capite il trucco?) li "rimborsate" poverini- delle spese
elettorali sostenute. I "rimborsi" però non avvengono a fronte di una
presentazione di documenti testimonianti le spese, ma moltiplicando
un'aliquota -che è andata crescendo nel tempo- per il numero degli
elettori. Inutile dire che tale aliquota è così elevata da non aver
paragoni negli altri paesi. Infatti, i partiti ogni anno intascano
normalmente - nel loro complesso - oltre 200 milioni di euro di rimborsi
elettorali (in pratica 4 euro per ogni iscritto nelle liste elettorali:
1 miliardo di euro nei cinque anni di legislatura) , contro gli 80
scarsi dei francesi ed i 133 di tetto massimo dei tedeschi o i 155
milioni di euro di una campagna per le presidenziali Usa (quella del
2004).
Con quale meccanismo vengono fuori, più in specifico, gli oltre 200
milioni di euro? I rimborsi sono corrisposti ripartendo, tra i movimenti
o partiti politici aventi diritto, quattro fondi, corrispondenti ai
quattro principali organi da rinnovare (Senato della Repubblica; Camera
dei deputati; Parlamento europeo; Consigli regionali), in base alla L.
157/1999 e successive modificazioni.
L'ammontare di ciascuno dei quattro fondi è pari, per ciascun anno di
legislatura degli organi stessi, alla somma risultante dalla
moltiplicazione dell'importo di 1 euro per il numero dei cittadini
della Repubblica iscritti nelle liste elettorali per le elezioni della
Camera dei deputati (per le elezioni dell' aprile 2006 gli aventi
diritto al voto erano 50.098.305, dei quali 47.258.305 gli aventi
diritto al voto in Italia e 2.840.000 quelli all'estero).
Come sicuramente immaginate, si tratta di un vero "business".
Un'indagine della Corte dei Conti, relativa alle elezioni europee del
2004, indicò ad es. che i partiti avrebbero incassato complessivamente
quasi il triplo delle spese effettivamente accertate.
Ma, poichè la cupidigia non
ha
limiti, la Legge 23 febbraio 2006 n. 51, approvata dal governo di
centrodestra e non abrogata durante questa legislatura, permette ai
partiti, in caso di scioglimento
anticipato della Camera e del Senato, di continuare a percepire i
rimborsi elettorali fino alla data di scadenza naturale della
legislatura.
In altre parole, i partiti continueranno a percepire i rimborsi della XV
legislatura (iniziata il 28 aprile 2006) non fino al 28 aprile 2008
(previsto termine anticipato) ma fino alla stessa data del 2011, e a
questi si sommeranno i rimborsi spettanti per quella che sarà la XVI
legislatura.
Insomma per ben tre anni, dalle tasche degli italiani, i partiti
sfileranno (fortunatamente solo per Camera e Senato) un doppio rimborso
(cioè, oltre i 200 milioni usuali per i quattro fondi della XVI
legislatura, altri 100 milioni per Camera e Senato della XV). In tre
anni, se ne andranno 900 milioni di euro, anzichè 600 milioni, con un
aggravio complessivo di 300 milioni di euro. Il meccanismo di questa
legge è perverso e, in pratica, incentiva la caduta dei governi, cioè
maggiore è il numero dei governi che si susseguono nel medesimo arco di
tempo e più i partiti vengono foraggiati. O se preferite, più i partiti
si rivelano incapaci di governare, più ricevono soldi: si premia cioè
l'incompetenza dei politici, la mancanza di coesione tra i partiti della
maggioranza, ed anche ... eventuali manovre disoneste. Sulla evidente
immoralità di questa legge non è il caso di spendere altre parole.
Però, Popolo Italiano, anche tu puoi trarre vantaggio dalle prossime
elezioni: cambia i legislatori, non eleggere i "soliti noti", che ti
hanno trattato come un povero fesso a cui mungere soldi! Esci dai pigri
schemi abitudinari e privilegia coloro - vecchi o nuovi - che
manifestino, nel loro programma politico, una precisa volontà di
Eticità, di Laicità e di effettivo Pluralismo Religioso
La cosa più incredibile è che, nello Stato di
Diritto, non c’é alcuna spiegazione, eppure é avvenuto. Non permettendo
a Joseph Ratzinger di entrare alla Sapienza per inaugurare l’anno
accademico, lo Stato, la Repubblica, la Nazione, la Patria, il Governo,
la Costituzione hanno abdicato! Abdicato a chi, per chi, a che cosa?
Hanno forse vinto gli eredi di Galileo e Giordano Bruno? Non crediamo.
Ha vinto la sinistra radicale e “giacobina” e perso la destra (qualora
esista ancora) “codina” e papalina? Hanno vinto i poteri forti, le
multinazionali del sapere, i baroni della cultura e del denaro di
ottocentesca memoria e perso i bigotti conservatori reazionari del
secondo millennio riciclati nelle caste e nelle lobbies odierne? Ha
vinto la mafia e il capitale, perso la giustizia e l’uomo sociale? NO!
Nessuno ha vinto e nessuno ha perso, questo è la
aberrazione più grave su cui invitiamo a riflettere.
Solo
stupido stupore e barcollanti telegiornali carichi di idiozie: venti
giorni addietro il Dalai Lama non ha potuto incontrare Benedetto XVI,
solo un trafiletto. Nel giugno del 2007 Ahmadinejad a Teheran ha
incontrato i rappresentanti della comunità israeliana in Iran,
applaudito dagli stessi rabbini ortodossi! Ci sembra così chiaro. In
Italia, quattro cani per strada, occupano un università e annullano
duemila anni di Diritto; Roma non ha mai negato ingresso neppure ai suoi
nemici né alle loro spoglie materiali, bisogna dare onore anche agli
avversari per essere cuore e dare futuro.
Oggi non lo siamo più, un Popolo che non sa
rispettare, anche nelle diversità e nelle avversità, un avversario, non
é più un popolo. Pure i governanti statunitensi tennero dietro la porta
delle loro belle dimore usurpate i Capi Indiani religiosi! Noi non siamo
americani, veniamo da un'altra cultura, almeno pensavamo fosse così.
Dovremmo ri-tornare ad essere Italiani,
Mediterranei, Romani.
Che tutti trovino (amici e nemici) calore al
nostro Fuoco. Così eravamo abituati a vivere e così vorremmo tornare a
vivere in uno Stato di Diritto e di Onore. Forte e anche per questo
amico, senza scomodare la pietas.
Che ne direste se
un tribunale sentenziasse che il vostro amministratore di
condominio è un ladro? E cosa pensereste se una sentenza
stabilisse che il fidanzato di vostra figlia è uno stupratore?
Accettereste in casa vostra come baby-sitter un pedofilo
conclamato sebbene, ahinoi, non ancora condannato? Affidereste i
risparmi di una vita ad un figuro che puzza di truffa a
chilometri di distanza, solo perché la veritàgiudiziaria ancora non ha messo un punto fermo?
Noi pensiamo di
no. Semplicemente perché il garantismo è concetto che attiene al
mondo giudiziario in cui si forma una verità parziale, la verità
giudiziaria appunto. Non la verità in assoluto. Il grande
equivoco su cui fanno leva i farabutti d'Italia è quello di
farci credere che, se una persona non è condannata allora è
onesta. Domanda: quante persone disoneste conosciamo, che
tuttavia non sono mai state condannate in tribunale? Allora
forse dobbiamo finalmente riappropriarci del significato delle
parole e delle idee e tornare a far valere anche altre verità,
non meno importanti di quella giudiziaria:la verità etica, la
verità morale, la verità politica e quella storica, per esempio.
E se dobbiamo
ancora sopportare il peso di un presidente di regione
pregiudicato, possiamo comunque evitare di rendergli omaggio
ogni volta che viene nelle nostre città, nei nostri paesi, nelle
nostre comunità.
Scaviamolo finalmente il solco, una linea di confine fra Noi e
loro. Facciamogli capire che la legalità e l'illegalità stanno
su sponde opposte ed inconciliabili e che c'è poco, molto poco
da essere contenti se una verità giudiziaria, peraltro comunque
pesantissima (favoreggiamento!)
non include la parola mafia. Sul piano
etico, morale e politico, il pregiudicato Cuffaro Salvatore
dovrebbe avere un briciolo di dignità e scomparire dal
proscenio, perché il disgusto che alberga nelle persone oneste
non ammette giudizi di appello.
Peraltro, nonostante i tentativi di minimizzare la cosa, il
pregiudicato Cuffaro Salvatore, non è
persona onesta, anche ai sensi di Legge.
Torniamo a pensare
con la nostra testa, domandiamoci: "Ma
l'anti-politica è fuori o dentro il Parlamento?" Con mezzo
UDEUR inquisito, il Padrone di un partito che rappresenta
l' 1,4% degli italiani dimesso da Ministro, la di lui moglie
arrestata insieme al di lui consuocero e tutto, dicasi tutto, il
Parlamento bipartisan gli esprime
solidarietà ed attacca i Giudici come succede in Colombia.
Ma chi è veramente
anti-politico e dove risiede realmente l'anti-Stato. Riusciamo
finalmente a dire "basta!" ai vari Berlusconi che si inventano
le toghe rosse, D'Alema che attacca i Forleo, Mastella che leva
dai piedi i DeMagistris ed un CSM che ha dimenticato che
deve operare in nome de popolo italiano
e non della Casta?
Il Presidente
della Repubblica afferma che la sicurezza nel mondo del lavoro
è una emergenza nazionale. I sindacati cercano malamente ed
ipocritamente di cavalcare la tigre dell'indignazione, ma,
insieme ai politici di turno, vengono senza pietà fischiati a
Torino proprio dagli Ultimi che, menzogna dopo menzogna, si
accorgono come per loro non esista più tutela, soccorso,
comprensione. Non c'è più la sinistra, sempre più salottiera ed
impegnata a garantirsi un futuro di casta, piuttosto che a
sporcarsi le scarpe lavorando nel fango dei cantieri. Non esiste
la tanto strombazzata destra (ancorché, pomposamente, "sociale")
anch'essa impegnata nel difficile mestiere di vivere raccattando
le elemosina dei Poteri Forti per assicurarsi un posto al sole
per sé e per i propri "primi vicini". Del Centro, poi, meglio
stendere un velo di pietà su tutti quei figurini tanto profumati
quanto inutili, tutti intenti a tessere la tela di una politica
vuota ed ipocrita, vero auto-sostentamento della Casta. Lontana
dal popolo che genera la ricchezza che loro ostentano e sprecano
allo stesso tempo.
Non
basta la legge 626 del 1994, non basta fare finta di inasprire
le pene per l'imprenditore che sbaglia, tanto i processi non i
celebrano mai. Fra un indulto, una proroga e, se non dovesse
bastare, un rifacimento ad hoc della Norma, i colpevoli
delle tragedie sul lavoro la passeranno sempre liscia e
continueranno a godere del benessere che altri, gli Ultimi, gli
confezionano giorno dopo giorno, turno dopo turno, morte dopo
morte.
Ripensare la
Politica è l'unica via per vivere una vita degna di questo nome:
fare finalmente piazza pulita delle incrostazioni ideologiche
del novecento è la chiave per uscire dall' impasse,
comprendere che la strombazzata fine delle ideologie è una
verità molto parziale e strumentale
Altro che fine delle ideologie, il Comunismo,
il Fascismo forse. Non certamente il Capitalismo, che, senza concorrenti, dilaga
senza difesa critica in tutte le coscienze. Subdolamente visto che non si palesa
mai apertamente come ideologia ma che, inventando il concetto di "globalizzazione"
fornisce la copertura ideologica al "libero mercato" che altro non fa se non
aumentare il divario, la forbice, fra chi vive (8% della popolazione mondiale) e
chi a stento sopravvive (il 92% restante).
Dividendo i popoli, escludendoli dalle scelte
e dalla partecipazione, negando l’infanzia a milioni di bambini facendogli
pagare costi e sofferenze inaudite quanto evitabili, spaccando l’intero Pianeta
in due nuovi estremismi: i ricchi ed i poveri.
Che
fatalmente entrano in conflitto fra loro.
Allora si
comprende come le morti bianche non potranno mai cessare per azione di un uomo
dello Stato come Napolitano o di un dandy come Casini o, peggio,
Montezemolo.
Che ragione
avrebbe mai Confindustria nell'accettare di vedere decrescere i profitti dei
soci solo per una banalità come la sicurezza? Siamo matti? E perché mai un
Sindacato dovrebbe inimicarsi i politici che lo foraggiano? Sarebbe come
chiedere al tacchino se è contento di festeggiare il 19 luglio...
In realtà, in
Italia, di Caste ce ne sono molte e non solo quella dei politici cui si rivolge
Gian Antonio Stella.
Gli Ultimi,
per piacere, non diano fastidio. Continuino a sputare sangue che tanto sono
ignoranti e tali è bene che restino.
costringe le
ministre Turco, Pollastrini e Melandri ad abbandonare la
manifestazione romana contro la
violenze sulle Donne. Stesso trattamento per le (poco) onorevoli
Prestigiacomo e Garfagna tutte accusate di una partecipazione da
passerella e di un fin troppo scontato, sfacciato, opportunismo.
Ovviamente il
mondo politicante reagisce in malo modo: da destra a sinistra si
sprecano le condanne, i distinguo, le prese di distanza. La
onorevole Finocchiaro (seppur donna) si mostra particolarmente
severa nel giudizio contro le dimostranti e con lei tutti gli
altri tirapiedi di una Casta che avverte il terreno sgretolarsi.
Perché proprio le Donne, appropriandosi del loro spazio politico
e culturale, difendendo la loro azione dalle facili ed ovvie
strumentalizzazioni, hanno dimostrato come le categorie
politiche e culturali del Novecento sono superate, ciarpame del
millennio scorso. La destra? La Sinistra? Il Centro? Ma di che
stiamo parlando?
La destra, la
sinistra, il centro: false identità per lasciare tutto e sempre
così come è. Alle Donne il peso enorme di portare avanti questa
sciagurata società, a loro la fatica quotidiana di far quadrare
i conti già prima della fine del mese. A loro il fardello di
crescere i figli in una società sempre più buia e densa di
pericoli. A loro la gran parte del "lavoro" precario con tutto
il suo carico di angoscia ed incertezza per il futuro. A loro la
casa, senza uno straccio di scuola materna, di asilo, senza la
presenza dello Stato. A loro chiedere, per vedersela negata,
Giustizia.
Ma quale futuro si
può immaginare per un sistema che le sfrutta senza ritegno, per
un potere che, per tenerle buone, si inventa una mostruosità
come le "quote rosa", indegna riserva indiana alla quale
l'universo femminile dovrebbe addirittura compiacersi di
appartenere.
Ed
allora (poco) onorevoli Pollastrini, Turco, Prestigiacomo,
Garfagna e Melandri, perché fingere di stupirvi se le Donne,
quelle vere, al corteo non vi hanno volute in mezzo ai piedi?
Voi che, per un piatto di lenticchie, vi siete vendute l'anima
al Potere della casta per avere la possibilità di rosicchiare
gli avanzi del banchetto. Voi che avete dimenticato, o forse non
avete mai compreso, quanto è duro essere Donna in una società
rozza, volgare, violenta. Una società che inventa il problema
contingente dei Rumeni, e non ascolta il grido di dolore che, da
decenni, arriva dall'interno delle nostre famiglie dove si
consumano mostruosità inenarrabili, dove la pedofilia ha il suo
baricentro e dove la vittima è sempre l'Ultimo, Donna o bambino
poco importa.
La lotta delle
Donne è la lotta di Europa Futura: il superamento
dei disvalori e delle ideologie del Novecento è solo questione
di tempo, il vento del futuro provvederà a spazzare via i
partiti e gli utili idioti che ne fanno parte. La lotta degli
Ultimi è appena cominciata e le Donne sono in prima fila.
3. Io sto con Clementina Forleo: la legalità
non è un optional.
In nome della Legge
e dei Valori di
Giustizia e di equità dell'intero popolo italiano, è necessario
che ciascuno di noi dia il proprio apporto affinché coloro che
abbiamo deputato a gestire la Giustizia, possano fare il loro
dovere in santa pace senza che il politico di turno interferisca
anche solo minimamente.
In questo contesto
il GIP di Milano, Clementina Forleo, diviene simbolo di una
Italia che non si vuole piegare, peggio, spezzare di fronte agli
attacchi di politici il cui passato è tutt' altro che
adamantino. La stessa Dottoressa Forleo ha denunciato l'altro
ieri, ad un convegno a Pescara, in commemorazione di Giovanni
Falcone e di Paolo Borsellino, di essere stata intimidita da
rappresentanti delle Istituzioni (prefetti ed appartenenti alle
Forze dell'ordine), da colleghi giudici. Ha denunciato tutto ai
Carabinieri e le è stata assegnata una scorta.
Scorta che lei ha rifiutato lamentando il fatto che gli stessi
carabinieri non stessero indagando a fondo e con la dovuta
alacrità, sui fatti da lei denunciati ascrivibili, peraltro,
"non alla piazza, bensì a soggetti istituzionali".
La mafia, quando
ti vuole fare fuori, prima ti isola e poi ti ammazza: alla
Forleo sembra che stia accadendo esattamente questo, al punto
tale che, al convegno di Pescara, presa la parola grida: "...vogliono
farmi passare per pazza...". Primo passo verso l'isolamento.
Successivamente le minacce si fanno più esplicite prendendo la
forma di un proiettile cal.38 -scarico- arrivato via posta con
la dicitura "la prossima volta sarà reale".
Siamo con Lei, Dottoressa Forleo, daremo il nostro contributo
affinché Lei possa lavorare senza minacce ed intimidazioni,
siamo con tutti i Giudici d'Italia chiamati a svolgere un lavoro
che, in realtà, deve essere svolto, a monte, da altre
Istituzioni. La corruzione dilagante, la tangentopoli mai
guarita, anzi rinvigorita, il perduto senso dello Stato, da
parte di chi, dello Stato, ne fa il proprio maggiordomo,
autista, e servo, fanno si che Lei debba occuparsi di reati che,
in altri Paesi, sarebbero già stati risolti perchè i soggetti in
questione non sarebbero mai stati né candidati né, tanto meno,
eletti in alcun parlamento.
Siamo con Lei, Dottoressa Forleo, ed insieme a Lei ci piace
custodire il testimone della Legalità che altri servitori dello
Stato, sfortunati ed eroici, ci hanno trasmesso: Paolo
Borsellino ci ha insegnato che non bisogna cedere al ricatto dei
poteri forti, qualunque colore essi abbiano e dietro qualunque
colore si nascondano.
dell' infanzia negata, vilipesa, stuprata, usata e dimenticata.
La notizia, ultima in ordine di tempo è l'arresto, in provincia
di Messina, di un pedofilo. E fino a questo punto, niente da
dire. Il problema sorge quando chi legge, cerca di collegare la
notizia ad una qualche utilità precisa ovvero: come garantire la
sicurezza dei nostri bimbi?
Domanda:
come mai tutti -dicasi tutti- gli organi di informazione sono
reticenti a fornire notizie vere ed utili? Come mai se viene
arrestato un rapinatore ne viene dato il nome, l'indirizzo e
pubblicata la fotografia? Insomma perché del pedofilo, al
contrario, si fa in modo che non si sappia mai nulla? In questo
caso, giornali e televisioni molto genericamente parlano "di un
36enne", di una serie di episodi avvenuti in una non meglio
specificata "piscina" di un misterioso "complesso" posto in una
"località tirrenica".
Stop.
Come mai si usano
i guanti bianchi nei confronti degli autori del reato più
odioso? Come mai, ed è prassi
costante, dopo solo 24 ore, cala il silenzio su fatti che,
viceversa, più sono densi di informazione, meglio servono a
guardarsi le spalle!
Senza conoscenza, senza
informazione, a ciascuno di noi potrà capitare di imbattersi,
senza saperlo, in un pedofilo conclamato e non avere la
necessaria prudenza nel trattare con lui.
Forse il motivo di tanta omertà
risiede nel fatto che molto spesso il pedofilo non è un Ultimo,
viceversa si trova nella società bene, nei cosiddetti
insospettabili. Quelli con tanti "agganci", tante "relazioni",
tanti amici, anche fra i giornalisti pennivendoli.
Europa Futura denuncerà a viso aperto i pedofili e chi li
copre ed invita gli italiani a fare altrettanto. Ne va della
nostra dignità di popolo e del futuro dei nostri figli.
NON VOLTIAMOCI
DALL'ALTRA PARTE!
1.
Volentieri riportiamo, condividendolo in pieno, l'atto di amore
di Camilleri per la propria terra, riportato su
Repubblica.it
Europa Futura
firma la sottoscrizione
In difesa del Val
di Noto
di ANDREA CAMILLERI
I milanesi come
reagirebbero se dicessero "domani mettiamo su un programma
di ricerche petrolifere proprio davanti al Duomo? Rifarebbero
certo le cinque giornate.
E i veneziani, se
venissero a sapere che vorrebbero cominciare a carotare a San
Marco?
E i fiorentini,
sopporterebbero le trivelle a Santa Croce?
I rispettivi
abitanti che ne direbbero di scavi per la ricerca del petrolio a
Roma tra i Fori imperiali e il Colosseo, a piazza De Ferrari a
Genova, sulle colline di Torino, a piazza delle Erbe, a piazza
Grande, lungo le rive del Garda?
Non si
sentirebbero offesi e scempiati nel più profondo del loro
essere?
Ebbene, in Sicilia, e precisamente in una zona che è stata
dichiarata dall’Unesco “patrimonio mondiale dell’umanità”, il
Val di Noto, dove il destino e la Storia hanno voluto radunare
gli inestimabili, irrepetibili, immensi capolavori del tardo
barocco, una società petrolifera americana, la “Panther Eureka”,
è stata qualche anno fa autorizzata, dall’ex assessore
all’industria della Regione Sicilia, a compiervi trivellazioni e
prospezioni per la ricerca di idrocarburi nel sottosuolo. In
caso positivo (positivo per la “Panther Eureka”, naturalmente) è
già prevista la concessione per lo sfruttamento dell’eventuale
giacimento.
In parole povere,
questo significa distruggere, in un sol colpo e totalmente,
paesaggio e storia, cultura e identità, bellezza e armonia, il
meglio di noi insomma, a favore di una sordida manovra
d’arricchimento di pochi spacciata come azione necessaria e
indispensabile per tutti. E inoltre si darebbe un colpo mortale
al rifiorente turismo, rendendo del tutto vane opere (come ad
esempio l’aeroporto Pio La Torre di Comiso) e iniziative sorte
in appoggio all’industria turistica, che in Sicilia è ancora
tutta da sviluppare.
Poi l’inizio dei
lavori è stato fermato, nel 2003, dal Governatore Cuffaro su
proposta dell’allora assessore ai Beni Culturali Fabio Granata,
di Alleanza nazionale, in prima fila in questa battaglia.
Ma è cominciato
quel balletto tutto italiano fatto di ricorsi all’ineffabile
Tar, rigetti, annullamenti, rinnovi, sospensioni temporanee,
voti segreti, vizi di forma e via di questo passo ( ma anche di
sotterranee manovre politiche che hanno sgombrato il campo dagli
oppositori più impegnati).
E si sa purtroppo
come in genere questi balletti vanno quasi sempre tristemente a
concludersi da noi: con la vittoria dell’economicamente più
forte a danno degli onesti, dei rispettosi dell’ambiente, di
coloro che accettano le leggi. E i texani, dal punto di vista
del denaro da spendere per ottenere i loro scopi, non scherzano.
Vogliamo, una
volta tanto, ribaltare questo prevedibile risultato e far
vincere lo sdegno, il rifiuto, la protesta, l’orrore (sì,
l’orrore) di tutti, al di là delle personali idee politiche?
Per la nostra
stessa dignità di italiani, adoperiamoci a che sia revocata in
modo irreversibile quella contestata concessione e facciamo
anche che sia per sempre resa impossibile ogni ulteriore
iniziativa che possa in futuro violentare e distruggere, in ogni
parte d’Italia, i nostri piccoli e splendidi paradisi. Nostri e
non alienabili.